Non siamo licantropi per maledizione né tanto meno per contagio.
Si è lupi mannari per combinazioni genetiche e per essere nati in particolari notti,
come quella di Natale.
Si può essere mannari per essere figli di mannari, ma non è una regola.
Il mannaro quando è uomo ha il fisico magro ma robusto,
i suoi occhi sono generalmente verdi,
le mani insolitamente grandi,
le unghie sporche, dure e scure.
Le labbra sono spesse, carnose,
le sopracciglie folte e unite, il naso sempre importante.
Il licantropo non è certo eterno, quando invecchia tende a trasformarsi sempre meno.
Quando le fasi della luna e la sua natura lo fanno diventare lupo,
le mani diventano zampe artigliate, il pelo si allunga,
i denti diventano lunghi e aguzzi, taglienti come lame, il muso si fa tozzo.
Cammina normalmente su due zampe ma quando corre lo fa con tutte e quattro.
La gestualità è quella tipica di un ubriaco
tanto che non riconosce tutti i malcapitati che incontra.
Ulula rabbioso alla luna senza curarsi di nascondere la sua bestiale natura.
Alla sua presenza gli altri animali preferiscono sempre fuggire.
Raggiunge la sua preda con pochi agili balzi, mordendola alla gola,
mangiando preferibilmente cuore e fegato ancora pulsanti.
Raramente risparmia chi conosce,
talvolta lo fa di esseri più strani di lui.
La persona meno a rischio è sua madre.
Naturalmente chi è odiato durante la sua natura di uomo
sarà una delle sue vittime certe quando è mannaro.
Come le voci del popolo sussurrano da secoli,
il licantropo può essere ucciso solo da armi d’argento.
Viva raccomandazione è di sferrare un solo decisivo colpo,
il lupo non vi offrirà mai una seconda occasione.
Quando vi imbattete in un mannaro è meglio stare fermi, in un cantuccio e in silenzio.
Pensate subito ad un luogo sicuro dove rinchiudervi.
Affidatevi all’istinto della vostra paura e soprattutto alle vostre gambe.
Se la distanza è minima, gettatevi a terra
e sperate nella sua rabbiosa bestiale miopia.
Soprattutto non chiedetevi mai come si sconfigge un lupo mannaro,
chiedetevi piuttosto se il mannaro non siete voi:
il mondo non si divide in mannari e non mannari,
ma in uomini più o meno mannari.
Gli avi, i vecchi di ogni età raccontano di storie di lupi mannari,
di figli, zii, parenti che tutti conoscono,
di fonti alle quali nelle notti di luna piena i mannari si abbeverano
e tentano invano di placare il loro fuoco interiore,
gli ululati che tutti hanno sentito almeno una volta nella vita,
e questo loro raccontare nelle veglie di notte fonda lo fanno con naturalezza
come fosse la cosa più normale del mondo.
E’ questa naturalezza che rende imbarazzante tutta la vicenda.
Ancora oggi nelle nebbiose notti di inverno o in quelle afose d’estate
si sentono nella strade della mia vecchia città
ululati notturni di rabbiosa disperazione verso la luna
che non si distinguono se sono di cani, di lupi o di esseri umani disperati:
preferisco pensare che siano ululati di ubriachi sconvolti dal loro eccessivo alcol.
Potrebbe essere così, magari sarà solo così, o vorrei fosse davvero solo così,
ma potrebbe anche non essere, potrebbero davvero essere lupi mannari...
Non necessariamente i mannari sono sempre di sesso maschile,
talvolta capita di incontrare
(e se ne trovano più spesso di quanto si pensi)
lupe mannare donne anche dette donne lupo.
Le riconoscete facilmente dall’aspetto del viso
con chiara espressione di lupa famelica,
una animalesca luce traversa le pupille degli occhi.
Indissolubilmente, si rivela nella sua vera natura quando fa sesso,
ve ne accorgerete in quel frangente di tutta la sua latente aggressività,
quando vi conficca le unghie incredibilmente lunghe e artigliate nella schiena,
quando vi riempie di morsi la gola e le guance,
quando ulula alla luna all’apice del suo bestiale orgasmo.
La donna lupo, terrore e incubo di ogni uomo probo e timorato.